Cosa vogliono fare ai nostri figli? (…e di conseguenza a noi) – parte 1

Gli “esperti” del governo francese hanno dichiarato che, in questi tempi di Covid-19, i bambini e i ragazzi, essendo stati a stretto contatto per tanto tempo con le proprie famiglie d’origine potrebbero aver assorbito dei comportamenti di deriva complottista e iper-religiosa ed essersi trasformati in pericolosi dissidenti: da qui la necessità di un’imminente riapertura.

Quindi, secondo loro, il fatto che le famiglie siano riunite è un male. 

Ero convinto che la famiglia fosse l’istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale.

Ai docenti francesi viene quindi ordinato di trasformarsi in controllori che dovrebbero segnalare i cambiamenti comportamentali degli alunni, dovuti alle influenze familiari causate dal prolungato contatto che le famiglie hanno avuto con i propri figli.

In particolare il governo francese indica il rischio che questi soggetti, in età evolutiva, possano aver introiettato dei comportamenti irrazionali, tali da essere messi in risalto dai docenti e tenuti sotto stretto controllo per evitare rischi di destabilizzazione sociale.

Quindi, secondo loro, stare in famiglia crea un rischio di destabilizzazione sociale.

Destabilizzare significa impedire il normale funzionamento del sistema. Ma quale sistema? Quello instaurato da marzo per il “virus” o in generale? Ma se stare in famiglia crea il rischio di impedire il normale funzionamento del sistema, come mai ce lo dicono solo ora? 

Perciò la classe politica dirigente crede sia d’obbligo stilare un elenco di comportamenti ritenuti devianti da identificare e delle opportune procedure che gli esperti dei processi formativi scolastici ed extra scolastici dovrebbero adottare in alcuni specifici casi.

Vediamo di che cosa si tratta:

– identificare la strumentalizzazione della “pandemia” da parte dei ristretti gruppi settari e cioè come già riportato poco sopra, verificare l’influenza di certi contenuti sui comportamenti di bambini e ragazzi;

– identificare le situazioni degli alunni e quelle a rischio di derive settarie come ad esempio le pericolose credenze religiose e alcune particolari ideologie che possano far scaturire comportamenti non conformi alle regole imposte finora;

– identificare le tecniche di comunicazione utilizzate nei confronti dei più piccoli da leader, che in qualche modo possano manipolare il loro pensiero e possano innescare opinioni complottiste atte a destabilizzare l’opinione pubblica;

– identificare i pericoli inerenti alla somministrazione di sostanze alternative non verificate e non comprese tra quelle stabilite dai protocolli, sostanze che possano aumentare il livello di immunità del proprio sistema immunitario, ma che vadano a collidere con i prodotti medici utilizzati dagli operatori sanitari generando una diminuzione dell’efficacia delle cure messe in atto.

Tutti questi comportamenti devianti dovranno essere identificati e monitorati dai formatori scolastici che, in presenza di una o più derive comportamentali, dovranno tempestivamente segnalarli all’equipe di controllo pedagogico. Quest’ultima potrà così svolgere un ruolo educativo e formativo atto a favorire il rispetto della dottrina sanitaria e lo sviluppo di un pensiero razionale, chiaro, autonomo e indipendente, per il bene e la salute pubblica e della collettività. 

Quindi, secondo loro, il rispetto della dottrina sanitaria sviluppa un pensiero razionale, chiaro, autonomo e indipendente e, sempre secondo loro, questo non può avvenire in famiglia ma solo a scuola.

Poveri illusi quei genitori che hanno sempre cercato di far sviluppare ai propri figli un pensiero razionale, chiaro, autonomo e indipendente…non potremo più farlo? 

Per sua stessa natura, la dottrina è da considerarsi poco suscettibile ai cambiamenti nel breve periodo, ma necessita di una costante azione di verifica al fine di mantenerla aggiornata…anche se, nello specifico caso del “virus”, ad oggi, aggiornare significherebbe solo una cosa: rimuovere! 

Vorrei soffermarmi un attimo su questa frase: 

“identificare i pericoli inerenti alla somministrazione di sostanze alternative non verificate e non comprese tra quelle stabilite dai protocolli, sostanze che possano aumentare il livello di immunità del proprio sistema immunitario, ma che vadano a collidere con i prodotti medici utilizzati dagli operatori sanitari generando una diminuzione dell’efficacia delle cure messe in atto”.

È ampiamente risaputo e certificato da innumerevoli studi che la vitamina C e la vitamina D (che non possono essere brevettate) aumentano l’immunità del proprio sistema immunitario, ma dal momento che non sono stabilite dai protocolli (fatti da chi?) e collidono con i prodotti medici (questi si brevettati) utilizzati dagli operatori sanitari, rappresentano un pericolo.

Serve aggiungere altro?

Qui la fonte con tutti i documenti allegati:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/06/francia-italia-sassonia-sorie-di.html

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