CINA, SCOPERTI SUPERBATTERI RESISTENTI AGLI ANTIBIOTICI DI ULTIMA GENERAZIONE

Cina, scoperti superbatteri resistenti agli antibiotici di ultima generazione


Mutazione genetica individuata in maiali e in 16 pazienti. Secondo i ricercatori la super resistenza di può diffondere nel mondo. lo studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases

In giorni di grande allarme per la sicurezza delle città, la scienza ci ammonisce a guardarci dai nemici invisibili a occhio nudo, ma potenzialmente fatali. Secondo uno studio, pubblicato su Lancet Infectious Diseases, il mondo è sull’orlo di un’era post-antibiotica. E questo perché sono stati scoperti in Cina dei superbatteri resistenti anche ai farmaci utilizzati quando tutti gli altri trattamenti hanno fallito. A riaccendere nuovi fari sull’antibiotico-resistenza, nella settimana dedicata a sensibilizzare il mondo su questo problema, è un team cinese-britannico diretto da Jian-Hua Liu dell’università del Guangzhou, di cui fa parte anche Timothy Walsh dell’University of Cardiff.

Perché i batteri diventano resistenti agli antibiotici

Usiamo troppi antibiotici e spesso li usiamo male. Il risultato è che le resistenze a questi farmaci è in aumento. Secondo dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control, nel loro consumo l’Italia è al quinto posto in Europa e tra i Paesi a più elevato tasso di microrganismi resistenti. A lanciare l’allarme è anche l’Oms, che sottolinea l’urgente bisogno di strategie globali per evitarne l’abuso, come per esempio rafforzare o istituire reti di sorveglianza e migliorare l’adeguatezza prescrittiva. Tanto più che non ci sono all’orizzonte nuovi farmaci, l’ultima classe di antibiotici scoperta risale agli anni Ottanta.

Come si verifica la resistenza

La resistenza agli antibiotici è la capacità di un batterio di risultare insensibile all’azione di un antibiotico. Può essere intrinseca, quando il microrganismo non è mai stato sensibile a un particolare antibiotico, o acquisita, quando ceppi batterici che in precedenza erano sensibili a un determinato antibiotico sviluppano resistenza nei sui confronti.

(illustrazione Mirko Tangherlini)

Come funziona (vedi l’illustrazione sopra):
1 – lo sviluppo della resistenza è un normale processo evolutivo. In una colonia di batteri sensibili a un certo antibiotico, ne possono esistere alcuni resistenti;
2 – l’antibiotico uccide i batteri sensibili che causano la malattia;
3 – una volta distrutti i batteri sensibili, quelli insensibili al farmaco, che fino a quel momento si trovavano in uno stato «dormiente», cominciano a moltiplicarsi;
4 – talvolta i batteri insensibili possono trasmettere la resistenza all’antibiotico ad altri microbi, complicando così la situazione.

Come si difendono i batteri

La resistenza acquisita è possibile perché i batteri sono in grado di modificare il proprio patrimonio genetico sia attraverso mutazioni spontanee sia attraverso lo scambio di geni tra ceppi e specie.
I microrganismi hanno diverse alternative per evitare l’azione letale degli antibiotici (vedi illustrazione sotto).

(illustrazione Mirko Tangherlini)

I comportamenti che favoriscono la resistenza

– L’uso frequente degli antibiotici anche per trattare infezioni virali, dove non hanno alcuna utilità;
– prendere i farmaci in modo diverso dalle prescrizioni, a dosi inferiori o per un tempo differente da quello raccomandato;
– l’abitudine, non sempre giustificata, di somministrare antibiotici a scopo preventivo in ambiente ospedaliero.

(Getty Images)

Come si diffonde la resistenza – Animali e colture

– La resistenza è favorita dalla pratica di trattare gli animali da allevamento con basse dosi di antibiotici per facilitare la crescita ed evitare le malattie. Gli animali possono sviluppare così batteri resistenti nel loro intestino.
– I batteri antibioticoresistenti possono essere trasferiti all’uomo se la carne non viene maneggiata o cotta in modo adeguato.
– Fertilizzanti o acqua contaminati con feci di animali contenenti batteri resistenti possono contaminare le colture agricole.
– Frutta e verdura contaminate possono trasmettere i batteri insensibili agli antibiotici all’uomo.

(illustrazione Mirko Tangherlini)

Come si diffonde la resistenza – L’uomo

– I soggetti con infezioni batteriche vengono trattate con gli antibiotici e sviluppano ceppi resistenti nell’intestino.
– Il soggetto malato può rimanere a casa e trasmettere i batteri resistenti ai conviventi.
– Il soggetto malato viene ricoverato in ospedale o in un’altra struttura sanitaria: i germi resistenti possono essere trasmessi ad altri pazienti in modo diretto dal malato o in modo indiretto (superfici contaminate, mani sporche dei sanitari).

(illustrazione Mirko Tangherlini)

Le regole per un uso corretto degli antibiotici

Quando si devono prendere gli antibiotici?
Gli antibiotici vanno usati solo quando è presente un’infezione batterica. Devono essereprescritti dal medico che sa quale molecola è più efficace a seconda dei casi.

A quali orari o intervalli di tempo?
Gli antibiotici vanno sempre presi agli orari indicati dal medico e agli intervalli di tempo prestabiliti. Se non si rispettano queste indicazioni si rischia la perdita di efficacia; la risoluzione solo apparente della patologia, con aumento del pericolo di ricadute; la selezione di ceppi batterici resistenti; l’aumento degli effetti collaterali in caso di sovradosaggio per assunzioni troppo ravvicinate.

(Getty Images)Per quanti giorni?

La durata della terapia varia in base al tipo di infezione. In genere basse dosi per lunghi periodi aumentano il rischio di resistenze, mentre alte dosi per brevi periodi lo riducono. La maggior parte delle infezioni guarisce con 6-7 giorni di terapia (fanno eccezione malattie come endocarditi, tubercolosi ecc).

Quando vanno sospesi?
I farmaci non vanno sospesi subito dopo il miglioramento dei sintomi, perché la guarigione potrebbe essere solo apparente. Se, al contrario, dopo una settimana di assunzione non si osservano benefici, occorre consultare il medico.

Come bisogna comportarsi se si dimentica una dose?
Se si dimentica una dose è bene prenderla appena ci si rende conto di averla saltata, e poi continuare con gli intervalli prestabiliti. Per esempio: se l’antibiotico va preso alle 8.00, alle 16.00 e alle 24.00 e la dose delle 16 la si prende alle 18.00, la successiva va presa alle 02.00
Nel caso di infezioni ricorrenti è in genere meglio evitare di prendere lo stesso antibiotico usato la volta precedente.

L’era post antibiotici

Gli scienziati hanno identificato batteri in grado di sfuggire al farmaco di ultima linea – la colistina – in pazienti e bestiame in Cina. Secondo il team di ricercatori, a questo punto la super-resistenza si potrebbe diffondere in tutto il mondo, con un moltiplicarsi di infezioni incurabili. E l’idea è che questo tipo di resistenza si sia manifestata dopo un abuso di colistina negli animali da allevamento. Per i ricercatori il pericolo è reale: se i microrganismi patogeni diventano completamente resistenti al trattamento – un fenomeno noto fra gli scienziati come «apocalisse antibiotica» – potrebbero far tornare indietro la medicina fino ai tempi del Medioevo.

La mutazione genetica

Gli scienziati cinesi hanno identificato una nuova mutazione genetica, MCR-1, che impedisce alla colistina di uccidere i batteri. Lo studio rivela la presenza della resistenza in un quinto degli animali testati, ovvero suini, nel 15% dei campioni di carne cruda e in 16 pazienti. Non solo: la resistenza si è diffusa già tra una vasta gamma di ceppi e specie batteriche, tra cui Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa. Ci sono anche prove che si sia spinta fino in Laos e Malesia. «Tutti i giocatori chiave sono ora sul campo per rendere l’era post-antibiotici una realtà – spiega Walsh alla Bbc – Se MCR-1 diventa globale, ma il problema è quando non se, e il gene si allinea con gli altri geni della resistenza agli antibiotici, cosa che è inevitabile, allora avremo molto probabilmente raggiunto l’inizio dell’era post-antibiotici».

Il futuro

«A quel punto, se un paziente è gravemente malato, ad esempio a causa dell’E. coli, allora non c’è praticamente più niente da fare». conclude Walsh. A fare la differenza rispetto ai casi precedenti è il fatto che la mutazione cruciale sia sorta in modo da essere facilmente condivisa tra i batteri. «La velocità di trasferimento di questo gene di resistenza è alta in modo ridicolo, e questo non sembra buono», sottolinea Mark Wilcox, del Leeds Teaching Hospitals NHS Trust. Il suo ospedale fa i conti con diversi casi in cui «lottiamo per trovare un antibiotico» efficace ogni mese. Insomma, i segnali sono preoccupanti e il rischio è che «stiamo perdendo la battaglia». Intanto le prime indicazioni suggeriscono che il governo cinese si stia muovendo rapidamente per affrontare il problema. Lo stesso Walsh sta incontrando i ministeri dell’Agricoltura e della Sanità in questo fine settimana, per capire se la colistina per uso agricolo debba essere vietata.

In Italia 7mila morti all’anno

Solo giovedì la società italiana malattie infettive (Simit) ha lanciato l’allarme sulle infezioni ospedaliere. In Italia ogni anno si registrano 7 mila decessi causati da batteri resistenti. «In Italia c’è un’epidemia da germi resistenti correlata a ricoveri – ha sottolineato Massimo Andreoni, presidente uscente della società, che ha lasciato il posto ad Antonio Chirianni – e se non si utilizza l’esperienza degli infettivologi peggiorerà. Uno dei problemi – ha aggiunto Chirianni – è che il chirurgo viene lasciato solo nell’utilizzo degli antibiotici, senza che venga coinvolto l’infettivologo».

Fonte: http://www.corriere.it/salute/15_novembre_20/cina-scoperti-superbatteri-resistenti-antibiotici-ultima-generazione-50b55a50-8f88-11e5-bb0e-f8f4aecfe338.shtml?refresh_ce-cp

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