UN BIMBO SU 7 AL MONDO RESPIRA ARIA INQUINATA

Un bimbo su 7 al mondo respira aria inquinata: all’Italia record negativo in Europa

Sono 300 milioni i minori a livello globale che vivono in zone in cui l’inquinamento atmosferico è sei volte oltre i limiti. La Pianura Padana ha i livelli più alti nel nostro continente


Quasi un bambino su sette nel mondo — 300 milioni di minori a livello globale — respira aria pericolosa per la sua salute: vive in luoghi in cui i livelli di inquinamento atmosferico sono sei volte sopra gli standard fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). A lanciare l’allarme è un rapporto dell’Unicef che sottolinea: a rischiare sono complessivamente due miliardi di bambini esposti ad aria inquinata, un terzo dei quali vive nell’India settentrionale e nei Paesi vicini. Il quadro arriva da un corposo rapporto — «Clear the Air for Children» («Puliamo l’aria per i bambini») — pubblicato a una settimana dal via alla conferenza sul clima Cop22 di Marrakesh, in Marocco. Ai leader dei governi di tutto il mondo l’Unicef chiede di prendere misure urgenti per ridurre l’inquinamento atmosferico. Dall’analisi dell’Unicef risulta anche che il luogo peggiore in Europa per quanto riguarda i danni causati dall’inquinamento atmosferico alla salute è l’Italia, e in particolare la Pianura Padana.
L’Asia e l’Africa

Le immagini satellitari analizzate dal rapporto confermano che almeno 2 miliardi di bambini nel mondo oggi respirano aria inquinata, per lo più a causa delle emissioni dei trasporti, dell’uso massiccio di combustibili fossili, della combustione di rifiuti. Tutti vivono in luoghi che superano i livelli minimi di qualità dell’aria stabiliti dall’Oms, mentre per 300 milioni l’inquinamento va sei volte oltre queste soglie. Il triste primato va all’Asia meridionale, dove 620 milioni di bambini respirano aria inquinata. A seguire l’Africa con 520 milioni e poi la regione dell’Asia orientale e Pacifico con 450 milioni di bambini. L’India è uno dei Paesi che sta peggio.

 
L’Italia

Il problema, se pur non con l’intensità di Africa e Asia, riguarda anche la Pianura Padana in Italia, dove i livelli di inquinamento atmosferico è anche il doppio del le soglie individuate dagli standard internazionali. Tra gli agenti inquinanti pericolosi c’è il particolato ultrafine, le pm 2,5, che nella regione padana hanno livelli molto alti. L’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente pubblicato ad aprile stimava che in Italia ogni anno ci sono 59.500 morti premature (in tutte le fasce di età) dovute all’eccesso di pm 2,5, 3.300 dovute all’inquinamento da ozono e 21.600 a quello da diossido di azoto. Il nostro è il Paese che registra nel complesso il numero di gran lunga maggiore di vittime, più alto anche che in Germania che pure conta 80 milioni di abitanti contro i 60 dell’Italia.

Gli effetti su cervello, cuore e polmoni

L’inquinamento atmosferico produce effetti negativi non solo sui polmoni, ma anche sul cervello e ad altri organi. Lo smog in generale determina infiammazioni e accelera l’ossidazione delle cellule, aumentando e peggiorando malattie come asma, bronchiti e infezioni polmonari (in Lombardia, una delle regioni in cui l’inquinamento atmosferico è alto, si registra da anni un aumento di tutte le principali malattie respiratorie). E incide anche sull’apparato cardio-vascolare , liberando sostanze che favoriscono la coagulazione del sangue. In generale elevati livelli di inquinamento atmosferico sono stati associati a un incremento degli infarti, ictus, e aritmie. I bambini, insieme agli anziani, sono la categoria più esposta ai danni dell’aria inquinata. In generale questa «è uno dei principali fattori di morte per circa 600 mila bambini al di sotto dei 5 anni al mondo — spiega in una nota Anthony Lake, direttore esecutivo dell’Unicef —e minaccia vite e futuro di altri milioni di minori ogni giorno».

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