UNA LUCINA ROSSA CHE COSTA 70 MILIARDI

UNA LUCINA ROSSA CHE COSTA 70 MILIARDI

Se tutti gli svizzeri, andando in vacanza, spegnessero completamente tutti gli apparecchi elettrici della casa il risparmio energetico corrisponderebbe al consumo annuale di ben 15mila famiglie. L’invito parte da EnergieSuisse, che ha calcolato 65 Gigawattora in meno da produrre se riuscissimo a fare a meno della lucina rossa o verde dello standby per almeno quattro settimane all’anno.


È lo spreco d’energia rossocrociato è poca cosa rispetto ai 14 miliardi di dispositivi costantemente attivi nel mondo – proprio mentre state leggendo questo articolo – secondo lo studio appena pubblicato dalla International Energy Agency (Iea). L’organizzazione autonoma che lavora per assicurare energia affidabile, nata in risposta alla crisi petrolifera del 1974, è oggi al centro del dialogo globale in materia energetica. Per quanto singolarmente irrisorio, il consumo di tutti questi “devices” apparentemente spenti, ma in standby (ovvero sempre pronti ad entrare in azione) ci viene a costare, franco più, franco meno, oltre settanta miliardi all’anno. Per far funzionare questi dispositivi,  che restano perennemente accesi anche se per essere utilizzati  pochi minuti al giorno, gli abitanti del pianeta sprecano una quantità spaventosa di energia elettrica. Secondo i calcoli della Iea, nel 2013 la “lucina rossa” ha bruciato l’equivalente di 616 Terawattora di elettricità. Non solo: due terzi di questa energia sono pure imputabili a tecnologie inefficienti. Uno spreco non da poco se consideriamo che corrisponde all’elettricità che consumano in un anno  Svizzera, Gran Bretagna e Norvegia messi insieme.
Oltre alla bolletta da 80 miliardi di dollari, non si può sorvolare sul contributo all’effetto serra, perché mantenere accesa quella lucina e scaricare nell’atmosfera 600 milioni di tonnellate di anidride carbonica sono la stessa cosa. Sempre secondo i calcoli dell’Iae, in termini energetici, si potrebbero chiudere 133 centrali a carbone da 500 Megawatt cadauna. “La proliferazione dei dispositivi connessi porta indubbiamente molti vantaggi, ma in questo momento il costo è di gran lunga superiore a quello che dovrebbe essere – ricorda Maria van der Hoeven, direttore esecutivo dell’Aie -. Tutti i consumatori stanno perdendo soldi sotto forma di energia sprecata, che sta portando a centrali più costose, più infrastrutture di distribuzione rispetto a quanto sarebbe necessario. Eppure, se adottassimo le migliori tecnologie disponibili, potremmo minimizzare il costo e soddisfare comunque la domanda”. 
Il guaio, però, è che ogni famiglia svizzera – come ogni altra del mondo occidentale – dispone di almeno cinque, sei dispositivi sempre connessi. Avere sempre “pronti all’uso” i vari gadget elettronici, dalla tv al modem, dalla stampante alla console di gioco, fino ai caricabatterie di smartphone e tablet, si stima che costi circa 97 franchi per famiglia. E il numero dei devices elettronici crescerà esponenzialmente, così come lo spreco di energia. Di questo passo, avverte il rapporto Iae, se non si prenderanno contromisure, nel 2020 la bolletta dello spreco energetico ammonterà a 120 miliardi di dollari, oltre cento miliardi di franchi. Eppure basterebbe migliorare l’efficienza con soluzioni già disponibili (e senza modificare le prestazioni) per ridurre lo spreco di almeno il 65%. Naturalmente tutto sta a volerlo fare sul serio. I produttori di tv e decoder, ad esempio,  potrebbero costruirli in “formato risparmio”. Ma non lo fanno. Perché faticare e spendere di più per eliminare una lucina di cui nessuno più s’accorge.

 

Fonte: http://www.caffe.ch/stories/societa/47643_una_lucina_rossa_che_costa_70_miliardi/

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