DAL TRAFFICO D’ORGANI AI PEDOFILI

Dal traffico degli organi ai pedofili: tutte le insidie del viaggio dei migranti

Ecco quali insidie devono affrontare e superare i migranti che raggiungono le coste nordafricane per imbarcarsi su un barcone verso l’Italia.


La vicenda di Fermo ha risollevato le polemiche, mai sopite, sull’arrivo dei migranti. Che ormai, da troppe persone, vengono considerati alla stregua di un problema di ordine pubblico, una spesa da evitare, un problema di degrado urbano. E talvolta, lo sono. Ma non possiamo dimenticare che ci troviamo davanti, prima di tutto, ad un dramma umano e sociale. Ma sempre più persone, sembrano incapaci di provare empatia per quelli che, forse non è chiaro a tutti, sono esseri umani come noi. Qualcuno crede che sia sufficiente chiudere le frontiere, lavandosi le mani di tutto quello che accade fuori da esse, per risolvere il problema. La soluzione che propongono sarebbe quella di “fregarcene” di loro. Solo perché in tasca hanno un passaporto diverso dal nostro e privo del simbolo dell’Unione Europea, verso cui abbiamo sviluppato un’empatia che molti sono incapaci di provare verso un africano. Per questo un morto in Francia fa notizia, cento in Nigeria, no.

Dei migranti ci interessiamo solo quando sbarcano sulle nostre coste, e dobbiamo farci carico della loro gestione. In pochi invece, pensano a quello che vivono queste persone, che decidono di affrontare un allucinante e pericoloso viaggio pur di scappare dalla guerra, o dal dominio degli islamisti dell’Isis o di sanguinari regimi. La traversata con il barcone non è che l’ultimo step di un percorso ad ostacoli che i migranti devono affrontare.

L’allucinante viaggio dei migranti

Il viaggio dei migranti dai paesi di origine alle coste nordafricane è un percorso ad ostacoli che molti non riescono a superare. Per attraversare le frontiere devono corrompere i funzionari, pagare bande criminali, oppure attraversarle da soli clandestinamente, con seri rischi. Durante tutto il viaggio, rischiano di essere derubati, ma allo stesso tempo hanno l’esigenza di portare con se un po’ di soldi e di beni. Molti si fermano a metà strada per lavorare alcuni mesi, e poi riprendere il viaggio, ma non tutti sono così fortunati. Alcuni una volta raggiunte le coste libiche, vengono sequestrati dalle bande di trafficanti, vengono torturati. E anche le autorità di molte nazioni africane non sono molto benevoli nei loro confronti.

La minaccia dei trafficanti di organi

Solo pochi giorni fa, grazie alle rivelazioni di un pentito, sono scattate le manette a 38 persone, componenti di una banda dedita al traffico di organi dei migranti. E solo pochi mesi fa, ad Aprile, in Egitto, lungo le coste di Alessandria, sono stati rivenuti i cadaveri di nove cittadini somali, tra cui donne e bambini, ai quali erano stati espiantati gli organi. La cosa inconsueta, non è il notorio traffico di organi, semmai lo è il ritrovamento dei cadaveri, che normalmente, i trafficanti “smaltiscono” senza lasciare traccia. 

Di seguito un servizio choc di Kalsan Tv, che mostra le immagini dei corpi:

La tratta delle prostitute

Per le donne africane, una delle minacce più gravi è quella di finire nelle mani della tratta delle prostitute, spesso nigeriane. Con vari escamotage vengono sequestrate e ricattate, e per riscattare la libertà, le bande esigono decine di migliaia di euro, che le ragazze devono guadagnarsi battendo i marciapiedi. Una vera e propria rete di schiavitù, che parte dai paesi di origine e giunge nel nostro paese, dove queste bande sono operative, passando per le nazioni di transito. Potenti organizzazioni criminali, capaci di controllare l’intera filiera.

Spariscono 10mila minori all’anno

Una volta entrati in Europa, le insidie non sono finite. Solo poche settimane fa, sono stati resi noti i drammatici dati sulle sparizioni di migranti minorenni: perdiamo le tracce, ogni anno, di 10mila minori, uno ogni due minuti. Numeri sconvolgenti. E se una parte di questi hanno raggiunto la loro destinazione, senza darne comunicazione, una parte finisce nelle mani di bande di pedofili, che gestiscono giri di prostituzione, e la realizzazione di materiale pedopornografico. A lanciare l’allarme, che ha avuto ben poco eco, è stata Europol.

 

Fonte: http://it.blastingnews.com/opinioni/2016/07/dal-traffico-degli-organi-ai-pedofili-tutte-le-insidie-del-viaggio-dei-migranti-001012703.html

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