CASSE MALATI, LA TRASPARENZA NON PASSA.

Casse malati, la trasparenza non passa. Scoppia la polemica

Niente pubblicazione delle paghe dei quadri e dei consiglieri di amministrazione delle casse malati. Fehr: “I politici nei Cda delle casse malati si vergognano di far sapere quanto ricevono ogni anno”


Ogni anno diverse decine di milioni di franchi vengono versate dalle casse malati ai loro consiglieri di amministrazione e membri di direzione. Il principio liberale della concorrenza nel settore sanitario è intoccabile. E la segretezza pure. Lo ha ribadito ieri il parlamento federale. 

Oggi il Blick dedica la sua prima pagina alla votazione di mercoledì del Consiglio degli Stati sulla  nuova Legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie (LVAMal). In sostanza, in futuro, le casse malati potranno rimborsare agli assicurati eventuali premi malattia pagati in eccesso. Non ci sarà però nessun obbligo. Inizialmente gli Stati volevano garantire il rimborso dei premi pagati in eccesso, durante l’iter parlamentare hanno però adottato la versione annacquata della Camera del popolo. Il dossier torna al Nazionale. 

Il Consigliere federale Alain Berset avrebbe voluto inserire, all’interno della nuova Legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie, una norma che obbligasse le casse malati a rendere pubblico lo stipendio dei loro quadri. Cantoni, direttori cantonali della sanità, ed esperti del settore avevano accolto con favore la proposta del ministro. Eppure ieri al Consiglio degli Stati è passata, come detto, una versione edulcorata della legge. Le casse non saranno tenute a pubblicare nomi e cognomi dei loro manager, ossia dovranno soltanto rendere pubblico la somma totale di tutti gli onorari versati e il salario più alto. Niente nomi quindi, in nome della discrezione e a protezione delle casse e del sistema. 

“Le casse malati devono ringraziare i loro rappresentanti che siedono in parlamento a Berna”  osserva il giornale svizzero tedesco che snocciola qualche nome di deputati che fanno parte di consigli di amministrazione di casse malati e guadagnano diverse decine di migliaia di franchi all’anno, come per esempio Lucrezia Meier-Schatz, Ruth Humbel (entrambe PPD) e Ulrich Giezendanner (UDC). Anche Ida Glanzmann (PPD) che riceve diverse migliaia di franchi di indennizzo da una piccola cassa malati ogni anno ha votato per un articolo annacquato della legge. 

Il sospetto è che la lobby delle casse malattia in parlamento si sia mossa compatta affinché restassero anonimi i beneficiari degli onorari. Glanzmann e Giezendanner respingono con forza l’accusa. Entrambi hanno dichiarato di non aver nulla da nascondere, ma di aver votato contro la trasparenza sui salari per una questione di principio: lo Stato non deve sempre imporre regole e divieti. “Confido nel fatto che le case malati rendano pubbliche volontariamente gli indennizzi versati”, ha dichiarato Glanzmann. 

Jacqueline Fehr, consigliera nazionale zurighese del Partito Socialista, è scettica sulla volontà di trasparenza  delle casse malati e attacca: “I lobbisti abbiano annacquato la legge. Una spiegazione me la posso spiegare soltanto che questi deputati si vergognano dei loro onorari”.

Tra gli altri esponenti politici legati alle casse malati che non hanno voluto più trasparenza si annoverano: Roland Eberle (UDC, Groupe Mutuel), Konrad Graber (PPD, CSS), Lorenz Heß (PBD, Visana), Felix Gutzwiller (FDP, Sanitas).

 

 

Fonte: http://www.tio.ch/News/Svizzera/810217/Casse-malati-la-trasparenza-non-passa–Scoppia-la-polemica/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*
Website

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.