SOCIETÀ MILITARI PRIVATE AL SERVIZIO DELLA CLASSE CAPITALISTA TRANSNAZIONALE

Società militari private al servizio della classe capitalista transnazionale



La globalizzazione del commercio e delle banche centrali ha spinto le società private a posizioni di potere e di controllo del tutto inedite nella storia dell’umanità. Sotto il capitalismo avanzato, le esigenze strutturali di ritorno sugli investimenti richiedono un’espansione incessante di concentrazione di capitale nelle mani di sempre meno persone. La piazza finanziaria del capitalismo globale è così altamente concentrata che meno di alcune migliaia di persone dominano e controllano 100 bilioni (100 mila miliardi) di dollari di ricchezza.

Le poche migliaia di persone che controllano il capitale mondiale rappresentano meno dello 0,0001 per cento della popolazione del pianeta. Sono la classe capitalista transnazionale (TCC), che, in quanto élite capitalista del mondo, domina gli stati-nazione attraverso accordi commerciali internazionali e organizzazioni transnazionali come la Banca Mondiale, la Banca dei Regolamenti Internazionali e il Fondo Monetario Internazionale.

La TCC comunica le proprie esigenze politiche attraverso le reti globali, quali il G-7 e il G-20 e varie organizzazioni politiche non governative come il World Economic Forum, la Commissione Trilaterale, il Gruppo Bilderberg. La TCC rappresenta gli interessi di centinaia di migliaia di milionari e miliardari che comprendono le persone più ricche appartenenti all’1 per cento della gerarchia mondiale della ricchezza.

La TCC è ben consapevole sia del proprio status di élite che della loro crescente vulnerabilità rispetto ai movimenti democratici e alle tensioni dal basso. L’impero militare dominato dagli Stati Uniti e dall’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (Nato) serve a proteggere gli investimenti della TCC in tutto il mondo. Le guerre, i cambiamenti di regime e le occupazioni realizzate al servizio dell’impero, sostengono l’accesso degli investitori alle risorse naturali e i loro vantaggi speculativi sul mercato.

Laddove l’impero è lento ad agire o tarda nel fronteggiare le resistenze politiche, le imprese private di sicurezza e le società militari private (PMC) soddisfano in modo crescente le richieste della TCC di tutela dei suoi patrimoni. Questi servizi di protezione comprendono la sicurezza personale per i dirigenti della TCC e delle loro famiglie, la protezione di zone residenziali e aree di lavoro, la consulenza tattica militare, la formazione delle forze di polizia nazionali e delle forze armate, la raccolta di informazioni sui movimenti democratici e dei gruppi di opposizione, l’acquisizioni di armi e gestione dei sistemi di armamenti, forze di attacco per azioni militari e assassinii.

La crisi crescente di masse disperate e di rifugiati, l’alienazione delle forze di lavoro e l’esaurimento ambientale costituiscono un’opportunità illimitata per le PMC di impegnarsi in servizi di protezioni per l’elite globale.

Si stima che oltre 200 miliardi di dollari l’anno venga speso per la sicurezza privata che impiega una quindicina di milioni di persone in tutto il mondo. La G4S è la più grande PMC del mondo, con 625.000 dipendenti attraverso i cinque continenti in oltre 120 paesi. Nove delle maggiori società di gestione del denaro in tutto il mondo hanno partecipazioni in G4S. Alcuni dei suoi più importanti contraenti sono i governi del Regno Unito, Stati Uniti, Israele e Australia. Nel settore privato G4S ha lavorato con aziende come Chrysler, Apple e Bank of America. In Nigeria, Chevron ha pattuito con G4S operazioni anti-insurrezionali, ivi compresi mercenari a risposta rapida. G4S si impegna in operazioni simili in Sud Sudan e ha fornito apparecchiature di sorveglianza per posti di blocco e carceri in Israele e la sicurezza degli insediamenti ebraici in Palestina.

Un altro fornitore militare privato, Constellis Holdings – precedentemente Blackwater e Triple Canopy – è un leader della sicurezza, del supporto e dei servizi di consulenza militare al governo statunitense, ai governi stranieri, alle multinazionali e alle organizzazioni internazionali. Constellis è gestito da un consiglio di amministrazione tutto al maschile tra cui si annoverano: il miliardario Red McCombs; l’ex procuratore generale, John Ashcroft; l’ammiraglio in pensione Bobby Inman; e Jack Quinn, un consulente del Partito democratico di primo piano che ha servito come capo dello staff del vice presidente Al Gore e come consulente del Presidente Clinton.

Centinaia di fornitori militari privati ora svolgono un ruolo importante nella sicurezza della TCC nell’evoluzione corporativa neofascista del mondo del 21° secolo. Il capitale sarà libero di viaggiare istantaneamente e internazionalmente ovunque sia possibile il profitto, mentre gli stati-nazione diventeranno poco più che zone di contenimento della popolazione con un controllo sulla manodopera sempre più repressivo. Per queste ragioni, le PCM devono essere intese come una componente dell’imperialismo neoliberista che ora integra il potere poliziesco degli Stati nazionali al quale potrebbe eventualmente sostituirsi.

La tendenza verso la privatizzazione della guerra è una seria minaccia per i diritti umani, il giusto processo e la trasparenza e la responsabilità democratica. L’impero militare degli Stati Uniti/Nato definisce gli standard morali per la negazione dei diritti umani utilizzando droni senza pilota per uccidere civili, senza riguardo per il diritto internazionale in varie regioni di resistenza all’impero. Etichettare i civili morti come ribelli e terroristi, la completa mancanza di un giusto processo e dei diritti umani smentiscono qualsiasi standard di legittimità morale di governo. Questa mancanza di legittimità morale a sua volta definisce gli standard per le società militari private di operare con la stessa cattiveria all’ombra dell’impero.

La globalizzazione delle operazioni delle PMC accanto agli investimenti transnazionale di capitale, agli accordi commerciali internazionali e alla crescente concentrazione della ricchezza in mano alla TCC significa che le pratiche repressive di sicurezza privata e di guerra verranno inevitabilmente al pettine negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e nelle altre potenze mondiali.

Il 99 per cento di noi senza ricchezza e senza potere di polizia privata deve affrontare l’incombente minaccia di una scoperta repressione e di una completa perdita dei diritti umani e di tutela legale. Ne vediamo i segni nel quotidiano con uccisioni poliziesche (prossime a un centinaio al mese negli Stati Uniti), spionaggio elettronico, carcerazione di massa, posti di blocco, sicurezza aeroportuale con liste di persone a cui non è consentito di volare, schedatura della Sicurezza Interna di database dei sospetti.

Ogni volta che guardiamo oltre i crimini dell’impero perdiamo una parte della nostra integrità. Ignorare la repressione è parte del continuo compromesso nella nostra vita quotidiana che conduce a un malessere morale e al maggior senso di impotenza. Dobbiamo alzarci in piedi e chiedere trasparenza democratica e il rispetto internazionale dei diritti umani. A meno che non sfidiamo collettivamente l’impero, ci troveremo di fronte un mondo che evolve verso una nuova epoca buia di totalitarismo neo-feudale più nera che mai.

* Peter Phillips è professore di Sociologia presso Sonoma State University e presidente di Media Freedom Foundation/Project Censored. Per una versione più dettagliata del presente articolo, si veda: Censored 2016: Media Freedom on the Line

 
 

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